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Incontro con don Roberto Faccenda - 26 gennaio 2026

Pubblicato in data 2 feb 2026
Ultima Revisione in data 2 feb 2026

Descrizione
Gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Colliano hanno vissuto, il 26 gennaio 2026,

Gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Colliano hanno vissuto, il 26 gennaio 2026, un incontro che è andato oltre la semplice presentazione di un libro, trasformandosi in un vero laboratorio di crescita personale e di educazione alla speranza.

L’incontro con Don Roberto Faccenda, autore del libro “Armar(s)i con cinque ciottoli”, ha reso l’aula un luogo di confronto aperto sul futuro, sulle paure e sulla forza interiore necessaria per affrontare le sfide della vita. Partendo dalla figura biblica di Davide, che sconfigge il gigante Golia non con la spada e l’armatura ma con strumenti semplici e la sua fede, i ragazzi sono stati accompagnati a riflettere sul valore delle proprie risorse interiori, spesso più potenti delle apparenze e della forza fisica.

I “Golia” degli adolescenti di oggi

Don Roberto ha invitato gli studenti a dare un nome ai propri “Golia” personali: il giudizio degli altri, le pressioni sociali, le insicurezze e l’incertezza sul futuro. Riconoscere queste paure è stato il primo passo per comprendere che, come Davide, anche i giovani possono affrontare ciò che li spaventa scegliendo con consapevolezza gli strumenti più adatti per reagire. La metafora dei cinque ciottoli raccolti dal torrente è così diventata una chiave di lettura concreta per parlare di relazioni, appartenenza, resilienza e fiducia in se stessi.

I cinque “ciottoli” per crescere

Nel corso dell’incontro sono stati richiamati cinque atteggiamenti fondamentali, presentati come altrettanti “ciottoli” da portare con sé nel proprio cammino di crescita.

  • Relazionarsi: imparare a costruire legami autentici con gli altri, basati sull’ascolto e sul rispetto reciproco.

  • Appartenere: sentirsi parte di una comunità e di un gruppo, superando l’isolamento e la sensazione di essere “fuori posto”.

  • Sorridere: scegliere di affrontare la vita con gioia e ottimismo, pur nella consapevolezza delle difficoltà.

  • Perdere: accettare le sconfitte come occasioni per imparare, senza lasciarsi definire dagli errori.

  • Credere: avere fiducia in se stessi e nel futuro, coltivando la speranza e la capacità di rialzarsi.

Attraverso questi cinque elementi, l’incontro ha proposto ai ragazzi una sorta di “piccolo equipaggiamento interiore” per affrontare i propri giganti quotidiani.

Un’esperienza di educazione alla speranza

Più che una semplice conferenza, l’incontro con Don Roberto Faccenda è stato un momento di educazione alla vita, in cui fede, interiorità e quotidianità si sono intrecciate nel linguaggio semplice e diretto dei ragazzi. L’invito finale a “armar(si)” non di aggressività ma di relazioni, sorriso, appartenenza, capacità di perdere e credere ha lasciato negli studenti la consapevolezza di non essere soli di fronte alle proprie paure, ma parte di una comunità che cammina insieme verso il futuro.

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