Descrizione
Gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Colliano hanno vissuto, il 26 gennaio 2026,
Gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Colliano hanno vissuto, il 26 gennaio 2026, un incontro che è andato oltre la semplice presentazione di un libro, trasformandosi in un vero laboratorio di crescita personale e di educazione alla speranza.
Un’aula trasformata in spazio di dialogo
L’incontro con Don Roberto Faccenda, autore del libro “Armar(s)i con cinque ciottoli”, ha reso l’aula un luogo di confronto aperto sul futuro, sulle paure e sulla forza interiore necessaria per affrontare le sfide della vita. Partendo dalla figura biblica di Davide, che sconfigge il gigante Golia non con la spada e l’armatura ma con strumenti semplici e la sua fede, i ragazzi sono stati accompagnati a riflettere sul valore delle proprie risorse interiori, spesso più potenti delle apparenze e della forza fisica.
I “Golia” degli adolescenti di oggi
Don Roberto ha invitato gli studenti a dare un nome ai propri “Golia” personali: il giudizio degli altri, le pressioni sociali, le insicurezze e l’incertezza sul futuro. Riconoscere queste paure è stato il primo passo per comprendere che, come Davide, anche i giovani possono affrontare ciò che li spaventa scegliendo con consapevolezza gli strumenti più adatti per reagire. La metafora dei cinque ciottoli raccolti dal torrente è così diventata una chiave di lettura concreta per parlare di relazioni, appartenenza, resilienza e fiducia in se stessi.
I cinque “ciottoli” per crescere
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati cinque atteggiamenti fondamentali, presentati come altrettanti “ciottoli” da portare con sé nel proprio cammino di crescita.
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Relazionarsi: imparare a costruire legami autentici con gli altri, basati sull’ascolto e sul rispetto reciproco.
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Appartenere: sentirsi parte di una comunità e di un gruppo, superando l’isolamento e la sensazione di essere “fuori posto”.
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Sorridere: scegliere di affrontare la vita con gioia e ottimismo, pur nella consapevolezza delle difficoltà.
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Perdere: accettare le sconfitte come occasioni per imparare, senza lasciarsi definire dagli errori.
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Credere: avere fiducia in se stessi e nel futuro, coltivando la speranza e la capacità di rialzarsi.
Attraverso questi cinque elementi, l’incontro ha proposto ai ragazzi una sorta di “piccolo equipaggiamento interiore” per affrontare i propri giganti quotidiani.
Un’esperienza di educazione alla speranza
Più che una semplice conferenza, l’incontro con Don Roberto Faccenda è stato un momento di educazione alla vita, in cui fede, interiorità e quotidianità si sono intrecciate nel linguaggio semplice e diretto dei ragazzi. L’invito finale a “armar(si)” non di aggressività ma di relazioni, sorriso, appartenenza, capacità di perdere e credere ha lasciato negli studenti la consapevolezza di non essere soli di fronte alle proprie paure, ma parte di una comunità che cammina insieme verso il futuro.
